Mentre solo 10 anni fà pochi consulenti altamente specializzati cercavano ancora con grande entusiasmo di individuare in SGML il formato base della comunicazione tecnica del futuro oggi XML è diventato lo standard di cui non è più possibile fare a meno, parte integrante di molti progetti. Quest’articolo rivolge uno sguardo indietro alla nascita di SGML e XML, esamina i successivi sviluppi e gli standard che si sono affermati relativamente a XML e cerca di prevedere cosa porteranno gli anni a venire.
Nel 1969, IBM sviluppa il linguaggio di formattazione DCF GML. Dopo 17 anni e diverse sessioni ISO, viene pubblicato lo standard ISO 8879 “Standard Generalized Markup Language” (SGML). Questo è il primo importante passo verso una codifica di informazioni e documenti standardizzata, strutturata e svincolata dal mezzo di pubblicazione scelto, che si prestasse ad una organizzazione modulare dei contenuti e che fosse anche indipendente da hardware e software. Tuttavia, passano diversi anni prima che SGML venga accettato ed utilizzato anche nella pratica.
Di primo acchito, un approccio metodico, combinato alle possibilità tecniche offerte dall’XML, appare logico e molto promettente. DITA mette infatti a disposizione uno standard aperto di documentazione strutturata in formato XML. L’Information Mapping è un metodo per rappresentare e strutturare a misura di lettore le informazioni, il quale, come DITA, supporta il trattamento orientato ai topic. Il seguente articolo approfondisce principalmente l’interazione tra DITA e l’Information Mapping. Gli elementi di base valgono tuttavia anche per altri approcci metodici, ad esempio per il Funktionsdesign.
Lo standard DITA – Darwin Information Typing Architecture – ha come scopo la strutturazione orientata al topic dell’informazione. La DTD DITA (Document Type Definition) offre una serie di elementi strutturali particolarmente adatti per la documentazione tecnica. Il Single Source Publishing è supportato da strumenti che in parte sono liberamente disponibili e possono essere adattati alle esigenze individuali (DITA Open Toolkit). Ormai gli editor come XMetal o Adobe FrameMaker supportano DITA nella versione base. La "Organization for the Advancement of Structured Information Standards" OASIS, un’organizzazione internazione no-profit, gestisce DITA come standard aperto. Si tratta quindi di una serie di argomenti a favore che sicuramente hanno contribuito al "boom DITA" nella documentazione tecnica.
Pratiche migliori per la redazione di documentazione tecnica destinata ad essere tradotta con sistemi di traduzione assistita
Spesso la qualità di un prodotto finito dipende dalla qualità de singoli materiali e componenti che lo costituiscono. I servizi di traduzione e localizzazione non possono che conformarsi a questo principio.
La valutazione della qualità globale di un servizio di traduzione è infatti il frutto di svariati aspetti o requisiti: qualità stilistica del testo tradotto, comprensibilità, corretta gestione terminologica, rispetto delle tempistiche stabilite, competitività del rapporto prezzo/qualità, capacità di recupero dei testi tradotti in passato. Per assurdo, una traduzione stilisticamente e terminologicamente perfetta, consegnata con grave ritardo e con conseguente blocco dei pagamenti o perdita della commessa è una pessima traduzione.